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Un piccolo gregge

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Sono sempre più triste nel constatare lo stato in cui si è ridotta la Chiesa del Signore. Spesse volte mi conduco in questo pellegrinaggio col cuore triste, come se avessi perso un amico o un fratello, quando vedo e sento ciò che fanno e dicono taluni che si dicono ‘cristiani’. Ho appurato nel tempo che provo più tristezza nel vedere la Parola di Dio calpestata, che nel ricevere torti personali. La mia unica fonte di allegrezza risiede nel Signore che riesce, anche nei momenti più tristi della mia vita, a darmi il vigore, la pace e la gioia necessaria ad andare avanti. La Parola del Signore mi ricorda del continuo che il gregge del Signore è un piccolo gregge, e che pochi dunque saranno coloro che si salveranno. Sapere questo mi porta a renderGli grazie con allegrezza poichè è Lui che mi ha messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. A Lui sia la gloria, la maestà e l’imperio, nei secoli de’ secoli. Amen.

Salvatore Larizza

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L’amore sia senza ipocrisia (Romani 12:9a)

L’amore per il Signore deve essere senza ipocrisia

Molti sono coloro che dicono di amare il Signore, ma non osservano i Suoi comandamenti. Questa è la chiara manifestazione di un amore ipocrita. Gesù un giorno disse queste parole : ‘Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.’ (Giovanni 14:23-24) Quindi coloro che dichiarano, anche apertamente, di amare il Signore ma non osservano la Sua Parola, in realtà non lo amano affatto.

 

L’amore per la Parola del Signore deve essere senza ipocrisia

La Parola del Signore è una lampada al nostro piè ed una luce sul nostro sentiero. Essa illumina i nostri occhi. Dimostriamo quindi di avere un amore sincero e non finto verso la Parola di Dio, attenendoci fedelmente ad Essa, e non deviandone né a destra e né a sinistra. Coloro che dicono di amare la Parola di Dio e non si attengono ad Essa, dimostrano in realtà di non amarla. Il loro è un amore ipocrita. Cosi anche coloro che dicono di amare la verità, e invece amano e praticano la menzogna; sono degli ipocriti.

 

L’amore per la Chiesa deve essere senza ipocrisia

La chiesa è quell’insieme di persone che sono state riscattate dal presente secolo malvagio, e che hanno ricevuto, per la fede nel Signore, il diritto di diventare figliuoli di Dio. Quindi son tutti coloro che hanno gustato e sperimentato nella propria vita il grande amore di Dio. Essi quindi sono chiamati ad amarsi gli uni gli altri, come Dio li ha amati. Di un amore sincero, non finto, perché sono stati rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile mediante la Parola della verità. Questo amore si dimostra sincero anche nelle ammonizioni e nelle riprensioni. Chi dice di amare il fratello e non lo riprende quando pecca in realtà non lo ama sinceramente. Chi dice di amare il fratello e non lo aiuta nei momenti di difficoltà in realtà non lo ama. Chi non ama il proprio fratello, non ama neanche Dio.

 

L’amore per i peccatori deve essere senza ipocrisia

Siamo chiamati ad amare il nostro prossimo come noi stessi. Quando diciamo il nostro prossimo intendiamo sia coloro che ci amano, sia coloro che ci odiano, che ci calunniano e che ci perseguitano. Il nostro amore non deve essere condizionato da ciò che riceviamo dagli altri, ma deve essere un amore incondizionato. Chi ama i peccatori gli dirà la verità. Chi li ama gli annuncerà il vero messaggio dell’evangelo, quel messaggio che li può salvare. Coloro invece che gli annunciano un messaggio distorto, falso, dimostrano di non amarli e di non volere il loro bene.

Salvatore Larizza

 

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Cibare le pecore o divertire le capre?

“E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri” (Matteo 25:32).

Del male sta infestando il campo del Signore la cosa è talmente chiara che perfino un credente miope se ne accorgerebbe. Negli ultimi anni, questo genere di male si è diffuso in modo davvero impressionante. Si è propagato come un lievito che ha fatto fermentare tutta la pasta. Il diavolo ha, in un certo senso, cambiato tattica: affinando le sue astuzie, ha fatto credere alla chiesa che parte della sua missione sia quella di divertire e intrattenere la gente, conquistandola così a sé.
Seppure abbia iniziato il suo mandato annunciando l’Evangelo, la chiesa ha lentamente abbassato i toni della propria testimonianza per poi strizzare l’occhio alle frivolezze del momento, giustificandole.
Successivamente, ha permesso che queste stanziassero presso i propri confini per poi adottarne l’utilizzo con il pretesto di raggiungere le masse!

1. Vorrei per prima cosa affermare che in nessuna parte delle Scritture leggiamo che procurare intrattenimento o divertimento sia una delle funzioni della Chiesa del Signore.Se questo è uno degli aspetti del servizio cristiano, perché Cristo non ne ha parlato? Perché non ha piuttosto comandato ai Suoi: “Andate in tutto il mondo, predicate l’Evangelo e provvedete intrattenimento a quanti non lo gradiscono”? Non troviamo parole del genere non sembrano proprio accostabili al pensiero del nostro Maestro. Da dove saltano fuori allora questi intrattenitori?
Lo Spirito Santo non ne parla per niente. Gli antichi profeti erano perseguitati perché divertivano la gente, oppure perché ne denunciavano il peccato? Gli organizzatori di concerti non rientrano nella lista dei martiri!

2. Inoltre, intrattenere e divertire le persone è in diretta opposizione agli insegnamenti e alla vita stessa di Cristo e dei Suoi apostoli.Qual era l’identità della chiesa del Nuovo Testamento rispetto al mondo? “Voi siete il sale della terra”, non lo “zuccherino”! Il Signore ha forse introdotto “ad arte” degli elementi piacevoli ed accattivanti nei Suoi insegnamenti? Sarebbe stato sicuramente più popolare…
Quando “molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano piú con lui”, Gesù non disse a Pietro: “Corrigli dietro e digli che domani avremo un tipo di culto diverso, qualcosa di breve e attraente, un sermoncino di poche parole per poi passare una bella serata insieme. Convincili che sicuramente apprezzeranno! Sbrigati, Pietro, dobbiamo raccogliere persone in qualche modo!”.
No! Gesù ha mostrato compassione per i peccatori, sospirato e pianto per loro, ma non ha mai pensato di intrattenerli! Invano si potrebbero scrutare le epistole del Nuovo Testamento per trovare una seppur piccola traccia del “vangelo dell’intrattenimento”. Il loro messaggio è, piuttosto: “…uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’impuro…” e qualsiasi cosa che si avvicina al divertimento o all’intrattenimento è palesemente tale proprio per l’assenza di questo messaggio. La chiesa del Signore è tale, invece, perché ripone assoluta fiducia nella potenza del Vangelo e non usa alcun altro mezzo di conquista.
Dopo che Pietro e Giovanni furono imprigionati a causa della loro predicazione, la Chiesa si mise in preghiera, ma non dissero al Signore: “Oh Dio, concedi ai tuoi servitori di poter, attraverso un uso saggio e opportuno di un innocente ricreazione, far vedere a questa gente quanto siamo felici”.
No! Non cessarono di predicare Cristo. Non avevano letteralmente tempo per organizzare momenti di ricreazione. Dispersi dalla persecuzione, andarono ovunque predicando l’Evangelo. Misero sottosopra il mondo: questa è la sola differenza rispetto alla chiesa di oggi!

3. In ultimo, l’intrattenimento o il divertimento viene meno nel raggiungere l’effetto desiderato.Vediamo un po’ dove sono tutte quelle persone “stanche e cariche” che hanno trovato riposo alle anime loro attraverso un bel concerto! Facciamo alzare tutti quegli alcolisti che hanno trovato liberazione dalle catene della loro schiavitù grazie a certi teatrini di piazza! Non ci saranno mai tali persone: il vangelo del divertimento non produrrà mai dei veri convertiti!
Il vero bisogno per la chiesa di oggi è quello di sperimentare un’autentica spiritualità, unita alla sana dottrina biblica, tale da infiammare ogni credente di uno zelo celeste.
Signore! netta la Tua chiesa da ogni forma di corruzione e ciarpame che il diavolo ha imposto su di essa, e riportaci ai metodi degli apostoli!

Originariamente attribuito a C.H. Spurgeon ma sembra che questo scritto sia la versione redatta del sermone di uno dei suoi studenti, Archibald G. Brown, pubblicato nel 1889.

Tratto da : http://solopergrazia.ch/scritti.php?id=58

 

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