RSS

Archivi tag: Gesù

Del continuo pregare e non stancarsi

‘Propose loro ancora questa parabola per mostrare che doveano del continuo pregare e non stancarsi. In una certa città v’era un giudice, che non temeva Iddio né avea rispetto per alcun uomo; e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui dicendo: Fammi giustizia del mio avversario. Ed egli per un tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: benché io non tema Iddio e non abbia rispetto per alcun uomo, pure, poiché questa vedova mi dà molestia, le farò giustizia, che talora, a forza di venire, non finisca col rompermi la testa. E il Signore disse: Ascoltate quel che dice il giudice iniquo. E Dio non farà egli giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui, e sarà egli tardo per loro? Io vi dico che farà loro prontamente giustizia. Ma quando il Figliuol dell’uomo verrà, troverà egli la fede sulla terra?’ (Luca 18:1-8)

Annunci
 

Tag: , , , , , , , , ,

Considerate Gesù

leoneLo scrittore agli Ebrei ha scritto ai santi queste parole : ‘Fratelli santi, che siete partecipi d’una celeste vocazione, considerate Gesù, l’Apostolo e il Sommo Sacerdote della nostra professione di fede,’ (Ebrei 3:1) ‘duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s’è posto a sedere alla destra del trono di Dio. Poiché, considerate colui che sostenne una tale opposizione dei peccatori contro a sé, onde non abbiate a stancarvi, perdendovi d’animo.’ (Ebrei 12:2-3) Fratelli nel Signore, considerate dunque Gesù, onde non abbiate a stancarvi e a perdervi d’animo. Continuate a combattere il buon combattimento della fede senza vacillare. Siate forti e fatevi animo. E’ vero, nel mondo avremo per certo tribolazione e forti opposizioni da parte de’ peccatori, ma Gesù ha vinto il mondo e anche noi vinceremo con Lui. State sani.

Salvatore Larizza

 

Tag: , , , , , , , , ,

Un piccolo gregge

gregge-montagna

Sono sempre più triste nel constatare lo stato in cui si è ridotta la Chiesa del Signore. Spesse volte mi conduco in questo pellegrinaggio col cuore triste, come se avessi perso un amico o un fratello, quando vedo e sento ciò che fanno e dicono taluni che si dicono ‘cristiani’. Ho appurato nel tempo che provo più tristezza nel vedere la Parola di Dio calpestata, che nel ricevere torti personali. La mia unica fonte di allegrezza risiede nel Signore che riesce, anche nei momenti più tristi della mia vita, a darmi il vigore, la pace e la gioia necessaria ad andare avanti. La Parola del Signore mi ricorda del continuo che il gregge del Signore è un piccolo gregge, e che pochi dunque saranno coloro che si salveranno. Sapere questo mi porta a renderGli grazie con allegrezza poichè è Lui che mi ha messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. A Lui sia la gloria, la maestà e l’imperio, nei secoli de’ secoli. Amen.

Salvatore Larizza

 

Tag: , , , , , , , , ,

L’amore sia senza ipocrisia (Romani 12:9a)

L’amore per il Signore deve essere senza ipocrisia

Molti sono coloro che dicono di amare il Signore, ma non osservano i Suoi comandamenti. Questa è la chiara manifestazione di un amore ipocrita. Gesù un giorno disse queste parole : ‘Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.’ (Giovanni 14:23-24) Quindi coloro che dichiarano, anche apertamente, di amare il Signore ma non osservano la Sua Parola, in realtà non lo amano affatto.

 

L’amore per la Parola del Signore deve essere senza ipocrisia

La Parola del Signore è una lampada al nostro piè ed una luce sul nostro sentiero. Essa illumina i nostri occhi. Dimostriamo quindi di avere un amore sincero e non finto verso la Parola di Dio, attenendoci fedelmente ad Essa, e non deviandone né a destra e né a sinistra. Coloro che dicono di amare la Parola di Dio e non si attengono ad Essa, dimostrano in realtà di non amarla. Il loro è un amore ipocrita. Cosi anche coloro che dicono di amare la verità, e invece amano e praticano la menzogna; sono degli ipocriti.

 

L’amore per la Chiesa deve essere senza ipocrisia

La chiesa è quell’insieme di persone che sono state riscattate dal presente secolo malvagio, e che hanno ricevuto, per la fede nel Signore, il diritto di diventare figliuoli di Dio. Quindi son tutti coloro che hanno gustato e sperimentato nella propria vita il grande amore di Dio. Essi quindi sono chiamati ad amarsi gli uni gli altri, come Dio li ha amati. Di un amore sincero, non finto, perché sono stati rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile mediante la Parola della verità. Questo amore si dimostra sincero anche nelle ammonizioni e nelle riprensioni. Chi dice di amare il fratello e non lo riprende quando pecca in realtà non lo ama sinceramente. Chi dice di amare il fratello e non lo aiuta nei momenti di difficoltà in realtà non lo ama. Chi non ama il proprio fratello, non ama neanche Dio.

 

L’amore per i peccatori deve essere senza ipocrisia

Siamo chiamati ad amare il nostro prossimo come noi stessi. Quando diciamo il nostro prossimo intendiamo sia coloro che ci amano, sia coloro che ci odiano, che ci calunniano e che ci perseguitano. Il nostro amore non deve essere condizionato da ciò che riceviamo dagli altri, ma deve essere un amore incondizionato. Chi ama i peccatori gli dirà la verità. Chi li ama gli annuncerà il vero messaggio dell’evangelo, quel messaggio che li può salvare. Coloro invece che gli annunciano un messaggio distorto, falso, dimostrano di non amarli e di non volere il loro bene.

Salvatore Larizza

 

Tag: , , , , , , , , , , , , ,

Chi non odia il peccato, non ama Cristo

Chi tra di voi non odia il peccato, dimostra di non amare Cristo. Chi tra di voi difende e rispetta il peccato, dimostra di non avere alcuna stima del sacrificio di Cristo. Cristo Gesù è morto a cagione dei nostri peccati, Egli ha versato il Suo sangue per la remissione dei nostri peccati. Se ancora difendi, tolleri e ami il peccato sappi che non hai compreso niente del sacrificio di Cristo.

——–

‘E lo vestirono di porpora; e intrecciata una corona di spine, gliela misero intorno al capo, e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de’ Giudei! E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui. E dopo che l’ebbero schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono dei suoi propri vestimenti. E lo menaron fuori per crocifiggerlo.’ (Marco 15:17-20)

 

 

Salvatore Larizza

 

Tag: , , , , , , , , ,